Salta al contenuto
$Daniele Pellegrini

La mia pensione futura INPS: come si legge la simulazione

10 minaggiornato il

«La mia pensione futura» è il servizio online dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) che stima la pensione partendo dai contributi veri di chi lo apre. Simula una gestione alla volta, al lordo e in euro di oggi, e nella simulazione vista mostrava una sola uscita, la vecchiaia. Sulla scheda del servizio non sono documentate le ipotesi di crescita con cui proietta il futuro: per leggerlo serve sapere che cosa c’è in ogni passo, e che cosa manca.

Che cosa calcola il servizio, e che cosa no

Il servizio calcola la pensione di una gestione, al lordo, partendo dai contributi registrati anno per anno. Nella simulazione vista mostrava la sola vecchiaia; la scheda dice che il servizio indica anche la data dell’anticipata, quando si matura. Non somma le gestioni, non passa al netto e non documenta le ipotesi di crescita che usa.

Che cosa mostra Che cosa non mostra
la pensione di vecchiaia; secondo la scheda, anche la data dell’anticipata, quando si matura le uscite messe in fila: nella simulazione vista non comparivano né le due anticipate, la contributiva, con un’età e una pensione minime, e l’ordinaria, con i soli anni di contributi, né la vecchiaia senza soglia d’importo, più tardi ma senza una pensione minima
una gestione per volta i contributi di più gestioni sommati
l’importo lordo il netto dopo le imposte
la proiezione con le sue ipotesi le ipotesi di crescita che usa

Si apre dalla scheda del servizio sul sito dell’INPS con SPID, il Sistema pubblico di identità digitale, con la CIE, la Carta d’identità elettronica, o con la CNS, la Carta nazionale dei servizi. Simula la pensione al termine dell’attività lavorativa, con le regole in vigore, partendo da tre elementi: età, storia lavorativa e retribuzione o reddito. Una barra in alto divide il percorso in cinque passi.

  1. Home, che spiega che cos’è il servizio e a chi si rivolge;
  2. Situazione attuale, coi contributi già versati;
  3. Simulazione pensione, con la proiezione;
  4. Scenari simulazione, con ciò che si può cambiare;
  5. Confronto simulazioni, che questa pagina non descrive.

Per sapere quando si apre ciascuna uscita, senza SPID, l’INPS offre un altro servizio, PensAMi: chiede età e contributi, dice a quali pensioni si accede e quando, ma non calcola gli importi.

La situazione attuale: contributi e montante

La situazione attuale elenca i contributi già versati, gestione per gestione, ed è il passo dove stanno i dati da portare nel calcolatore.

La pagina mostra un riquadro per ogni gestione, cioè per ogni fondo dell’INPS in cui si sono versati contributi: quello dei lavoratori dipendenti, la gestione separata di collaboratori e professionisti iscritti all’INPS, quelle di artigiani e commercianti. Chi ha cambiato tipo di lavoro può averne più di una.

Il primo riquadro si intitola «Contribuzione valutata ai fini pensionistici», gli altri portano il nome della gestione, come «Contribuzione Gestione Separata». Ogni riquadro riporta le date di inizio e di fine. Il primo porta anche le settimane per il diritto, cioè le settimane di contributi che contano per i requisiti di uscita, e un grafico con le settimane e la retribuzione anno per anno. La situazione attuale ha poi tre blocchi.

L’aliquota di computo è la parte della retribuzione che entra nel montante: per un lavoratore dipendente è il 33%. Ogni anno il montante già accumulato cresce anche per la rivalutazione, un aumento legato alla crescita dell’economia. La contribuzione dell’anno è la retribuzione per l’aliquota, e il montante di un anno è quello dell’anno prima, rivalutato, più la contribuzione. Gli anni senza contributi hanno un trattino, e in quegli anni il montante cambia solo per la rivalutazione, che può anche essere zero.

Per chi ha il primo contributo dal 1996, il numero da segnarsi è il «Montante fino all’anno precedente», gestione per gestione: è quello che il calcolatore chiede. Chi ha contributi di prima userà invece le cinque domande del calcolatore o la sua carriera a periodi, descritte in fondo.

La simulazione: una sola uscita, la vecchiaia

Nella simulazione vista la proiezione riguardava una sola uscita, la pensione di vecchiaia; secondo la scheda il servizio indica la data di vecchiaia o, quando si matura prima, quella dell’anticipata. Il risultato sta in una tabella, «Previsione della tua pensione nel sistema contributivo»: il sistema che calcola la pensione sui contributi versati. Ha quattro righe: la data di pensionamento, l’importo della pensione mensile lordo, l’ultima retribuzione o l’ultimo reddito lordo stimato, e il tasso di sostituzione lordo. Il tasso di sostituzione è la prima pensione divisa per l’ultima retribuzione: dice quanto la pensione sarà rispetto allo stipendio.

Sotto la tabella il servizio scrive che il valore è «indicativo ed orientativo» e che gli importi sono «espressi in moneta costante»: sono euro di oggi, senza l’inflazione degli anni che mancano all’uscita. Per questo il numero si può confrontare con lo stipendio di oggi.

La stessa pagina porta altri cinque elementi.

La data di pensionamento è quella della vecchiaia, già spostata in avanti dagli adeguamenti dell’età alla speranza di vita.

Le ipotesi che il servizio non dichiara

La scheda del servizio non documenta tre ipotesi che decidono il risultato: quanto crescerà la retribuzione, quanto crescerà l’economia che rivaluta il montante, e quale coefficiente di trasformazione si applicherà all’uscita. Il coefficiente è la percentuale del montante che diventa pensione ogni anno. La scheda del servizio dichiara solo il calcolo in moneta costante.

Secondo la scheda, il passo «Scenari simulazione» lascia cambiare la retribuzione di oggi e la sua crescita annua; non lascia cambiare la rivalutazione del montante né il coefficiente. Gli scenari sono tre, e alcuni non si combinano fra loro.

In testa al passo il servizio dice quale gestione si sta simulando, e avverte che la proiezione non terrà conto dei contributi versati in altre gestioni. Un pulsante, «Modifica Fondo», cambia gestione: se ne simula una per volta.

Il risultato del servizio è quindi uno scenario, con ipotesi che la scheda non scrive. Perché due stime serie della stessa pensione possono dare numeri diversi sta nella pagina su quanto prenderò di pensione.

Dal numero dell’INPS al calcolatore

Il calcolatore della pensione futura ha una modalità, «Con i dati del servizio INPS», che parte dai contributi veri. Chiede sei dati, più la spunta «Ci verso oggi» sulla gestione in cui si versa.

Nel calcolatore Dove si trova
«Anno di nascita» si sa
«Anno del primo lavoro con contributi» Situazione attuale, la data di inizio del riquadro più vecchio
«Anni senza contributi, circa» gli anni col trattino nel «Dettaglio montante contributivo», o le barre mancanti nel grafico
«Gestione», una riga per gestione il titolo di ciascun riquadro
«Montante di questa gestione» «Montante contributivo», la voce «Montante fino all’anno precedente»
«Reddito lordo annuo di oggi, nella gestione in cui versi» il proprio lordo di oggi, che il servizio non mostra; quelli passati sono nella colonna «Retribuzione/Reddito» del «Dettaglio montante contributivo»

Coi dati del servizio il calcolatore vale per chi ha il primo contributo dal 1996, cioè per chi è tutto nel sistema contributivo. Chi ha contributi di prima, e a fine 1995 ne aveva meno di 18 anni, è nel sistema misto, e usa una delle altre due modalità. «Con cinque domande» chiede anno di nascita, primo lavoro, reddito, tipo di lavoro e anni senza contributi, più gli anni di contributi a fine 1995.

«Con la tua carriera, a periodi», per chi ha cambiato lavoro o stipendio, chiede lo stipendio di ogni periodo, anche in lire. Le due modalità coprono chi prima del 1996 era dipendente privato, con meno di 18 anni di contributi a fine 1995; gli altri restano al servizio INPS.

Coi montanti e il reddito il calcolatore fa ciò che il servizio lascia fuori. Somma le gestioni, invece di guardarne una per volta. Mette in fila le tre uscite che dipendono dall’età: l’anticipata contributiva, la vecchiaia e la vecchiaia senza soglia d’importo, cioè senza una pensione minima da raggiungere. Passa dal lordo al netto, e dice di quanto la pensione resta sotto l’ultimo stipendio, in euro al mese.

Il calcolatore lo fa in tre scenari, con le ipotesi scritte accanto al numero. Lo scenario centrale è quello che più somiglia al simulatore dell’INPS, e gli altri due mostrano quanto il risultato si muove con ipotesi meno e più favorevoli. Così il numero del servizio diventa uno dei risultati possibili, e si vede da che cosa dipende.

Domande frequenti

Il servizio INPS mi dà un numero diverso dal calcolatore: chi ha ragione? Probabilmente nessuno dei due sbaglia: partono da ipotesi diverse, e il servizio INPS non pubblica tutte le sue. Lo scenario centrale del calcolatore è quello che più somiglia al servizio; gli altri due mostrano quanto il numero si muove cambiando la crescita dell’economia e il coefficiente.

Fonti