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$Daniele Pellegrini

Contatto erede: che cosa fa, e che cosa no

8 minaggiornato il

Il contatto erede è la persona che il titolare di un account indica, in vita, perché possa agire dopo la sua morte. Sotto questo nome, e sotto nomi simili, i servizi offrono poteri molto diversi fra loro, e nessuno consegna l’account come lo usava il titolare. È una delle quattro procedure che i servizi prevedono per la morte del titolare, ed è l’unica che si configura prima.

I quattro tipi di procedura per il decesso

Le procedure che i servizi online prevedono per la morte del titolare sono quattro: designazione in vita, memorializzazione, esportazione e chiusura. Ciascuna porta a un risultato diverso.

Procedura Che cosa fa Che cosa non fa Chi la attiva
Designazione in vita, il «contatto erede» indica chi potrà agire dopo la morte non trasferisce l’account: dà solo i poteri che il servizio elenca il titolare, da vivo
Memorializzazione trasforma il profilo in una pagina commemorativa non dà accesso e non consegna dati chi resta, dopo
Esportazione consegna una copia dei dati non consegna l’account: è un pacchetto di file chi resta, dopo; alcuni servizi la legano a una designazione fatta in vita
Chiusura rimuove o disattiva l’account non consegna niente chi resta, dopo

Memorializzazione, esportazione e chiusura le attiva qualcuno dopo la morte, e solo se sa che l’account esiste e su quale servizio.

💰 In una nostra rilevazione documentale dell’agosto 2026 su 11 categorie di servizio, 10 documentano la chiusura e 3 una designazione in vita. Per 7 categorie il dato viene dalla sola tabella del Garante: ciò che non risulta documentato non è detto che non esista. La pagina del Garante per la protezione dei dati personali sull’eredità digitale elenca 10 servizi con le loro procedure, e per 9 su 10 rimanda soltanto a ciò che si può fare dopo la morte.

Il contatto erede su tre servizi a confronto

La designazione in vita dà poteri diversi su ciascuno dei tre servizi che, nella rilevazione, la offrono: Facebook, Google e Apple. Su Facebook la persona designata gestisce il profilo commemorativo. Su Google riceve un pacchetto di dati scelti dal titolare. Su Apple accede ai dati conservati su iCloud.

Su Google la funzione non si chiama contatto erede ma Gestione account inattivo: dopo un periodo di inattività scelto dal titolare, avvisa le persone indicate e consegna loro i dati selezionati.

Servizio Che cosa può fare la persona designata Che cosa non può fare Di che cosa ha bisogno
Facebook, contatto erede pubblicare un messaggio fissato in cima al profilo, aggiornare le foto, chiedere la rimozione dell’account, scaricare una copia dei contenuti condivisi se il titolare l’aveva permesso entrare nell’account, leggere i messaggi della designazione fatta dal titolare
Google, Gestione account inattivo ricevere un avviso, fino a 10 persone, e un link per scaricare i dati che il titolare aveva scelto, posta compresa se inclusa entrare nell’account, avere i dati non selezionati che l’account resti inattivo per il periodo fissato dal titolare
Apple, contatto erede accedere ai dati dell’account conservati su iCloud: foto, messaggi, note, file, copie di sicurezza vedere i contenuti acquistati, gli abbonamenti, i dati di pagamento, le password salvate del codice di accesso generato al momento della designazione, e del certificato di morte

Dove la Gestione account inattivo non è configurata, Google si riserva di eliminare account, dati e contenuti dopo almeno 2 anni di inattività.

Le procedure cambiano senza preavviso: la tabella vale alle date di verifica indicate fra le fonti, per ciascun servizio.

Che cosa esclude anche la designazione più ampia

La designazione più ampia fra le tre rilevate è il contatto erede di Apple, e lascia fuori tre cose.

Per chi resta vuol dire che, anche con la designazione, i film e i libri comprati negli anni non passano, e le password salvate sul telefono restano chiuse.

La designazione più completa fra quelle rilevate lascia fuori proprio le credenziali. È in linea con lo studio del Consiglio Nazionale del Notariato, secondo cui le credenziali non sono beni che si trasmettono, ma chiavi che servono ad aprirli.

Le condizioni d’uso di iCloud, in una sezione intitolata «Nessun diritto di successione», stabiliscono che l’account non è trasferibile, salvo quanto la legge consenta diversamente. La designazione è scritta come eccezione a quella regola.

I servizi senza una procedura per il decesso

Su alcuni servizi un contatto erede non si può designare: in certi casi manca qualunque procedura per la morte del titolare, in altri manca il fornitore stesso, in altri ancora esiste solo una procedura da attivare dopo la morte.

Su TikTok, secondo il Garante, si «interviene sugli account solo dopo un periodo di inattività, ma non c’è possibilità di comunicare il decesso dell’utente». La famiglia non ha un canale per comunicare il decesso al servizio.

Le cripto-attività, cioè le criptovalute e i beni simili, quando sono in autocustodia non hanno un fornitore: le conserva il titolare, senza un intermediario, e non esiste un’azienda presso cui designare qualcuno. Gli exchange, le piattaforme dove le cripto-attività si comprano e si custodiscono, hanno invece una procedura per gli eredi, su documenti e dopo la morte; ma nessuno dei due esaminati, Kraken e Binance, permette di indicare in vita un beneficiario.

Su questi servizi la designazione non esiste, e ciò che si può predisporre è che qualcuno sappia che esistono, e dove. Che cosa succede alla chiave privata, cioè il codice che permette di spostare le cripto-attività, è nella pagina sulle password nel testamento.

Perché le procedure presuppongono un inventario

Le procedure funzionano solo sui servizi dove qualcuno le ha configurate, o dove qualcuno sa di doverle attivare: presuppongono un inventario, e non lo sostituiscono.

🧠 Giulia, 38 anni, è un caso costruito. Aveva configurato tutto il configurabile: il contatto erede su Apple, con il codice di accesso consegnato alla sorella; il contatto erede su Facebook; la Gestione account inattivo su Google. Fuori da quei tre restavano un portafoglio di cripto-attività in autocustodia, il dominio del sito del suo studio e un archivio di lavoro su un servizio professionale in rete. Non aveva scritto da nessuna parte che cosa possedeva. La sorella ha ottenuto ciò che le tre procedure prevedevano: un profilo commemorativo, un pacchetto di dati, l’accesso a un archivio. Per gli altri tre non c’era niente da attivare, ed erano quelli che valevano di più.

Le procedure dei fornitori coprono solo i servizi che ne hanno una, e solo se qualcuno sa dove guardare. Per tutto il resto l’unica traccia è un inventario di che cosa esiste e dove, senza credenziali. Per capire se una designazione basta, le domande sono tre: che cosa consegna, a chi, e che cosa resta fuori.

Che cosa entra in un inventario digitale, e perché resta utile in ogni caso, è nella pagina sull’eredità digitale.

Domande frequenti

Ho configurato il contatto erede: è tutto a posto? Dipende da che cosa copre quel contatto erede, e «contatto erede» non è una cosa sola: nella rilevazione le tre designazioni in vita hanno tre perimetri diversi, e una non si chiama nemmeno così. Nessuna di quelle procedure consegna l’account come lo usava il titolare: una dà poteri sul profilo, una un pacchetto di dati, una l’accesso ai dati conservati. I messaggi li consegnano solo alcune, e solo se previsto da vivo; e nessuna copre i servizi dove non è stata configurata. Le procedure presuppongono un inventario, e non lo sostituiscono: serve comunque sapere che cosa esiste e dove.

Fonti